A bocce ferme, ecco un’intensa chiacchierata con Marco Regazzi, head coach della Virtus Imola, squadra attualmente in vetta al campionato di basket di Serie C Gold.

Dopo 10 giornate di campionato, occupate il primo posto in classifica con 8 vittorie e soltanto 2 sconfitte. Potresti commentare questa prima parte di stagione, nella quale avete ottenuto risultati davvero straordinari?
“La prima parte del campionato è stata molto positiva, soprattutto se consideriamo il fatto che durante il mercato estivo sono state fatte alcune scelte che hanno profondamente stravolto l’identità della squadra. Rispetto agli anni passati, i giocatori che abbiamo scelto hanno caratteristiche molto diverse; ad esempio abbiamo nel roster un centro che va “alimentato” e, quindi, il nostro gioco tende spesso alla ricerca del pitturato, ma allo stesso tempo abbiamo in squadra anche degli ottimi tiratori che ci rendono pericolosi anche dall’esterno dell’area. I risultati sono finora molto buoni, abbiamo trovato una discreta qualità di gioco e spesso abbiamo vinto con margine, anche se non ho ancora digerito la sconfitta interna di metà dicembre contro Forlimpopoli al supplementare. Venivamo da 3 match in una settimana (causa il recupero con Castelnovo, ndr) e alcuni giocatori erano assolutamente fuori condizione; nonostante ciò, con un pizzico di concentrazione e di cattiveria in più in certi momenti della partita avremmo potuto vincerla. Mi prendo comunque tutte le colpe di quella sconfitta, perché non sono riuscito a trasmettere alla squadra quella chiarezza di intenti che probabilmente ci avrebbe portato alla vittoria”.

Quale è stata la partita dopo la quale ti sei davvero reso conto di gestire una squadra così forte?
“Non c’è stata una partita in particolare che mi ha fatto capire la nostra forza, tutti i match finora ci hanno insegnato qualcosa sia in positivo che in negativo. Già durante l’estate, quando l’abbiamo costruita, sapevo che era una squadra con tanti punti nelle mani, versatile, potenzialmente pericolosa sia dentro che fuori dall’area. Abbiamo ottime qualità tecniche che cerchiamo di perfezionare durante la settimana, per fare in modo che siano poi ben visibili durante la partita della domenica. Dobbiamo lavorare ancora parecchio sull’intensità degli allenamenti, perché dal mio punto di vista gli alti e bassi che abbiamo durante gli incontri dipendono proprio da questo approccio altalenante che abbiamo nelle sessioni in palestra”.

Come state affrontando dal punto di vista organizzativo questa pausa natalizia, alla luce anche della sospensione del campionato per le prossime due giornate?
“In questo periodo ci stiamo allenando individualmente, in quanto la squadra non è ancora al completo. I due stranieri stanno per rientrare, così come tutti quei ragazzi che avevano chiesto e ottenuto di posticipare di qualche giorno la ripresa delle attività. Adesso, causa la sospensione del campionato, abbiamo tre settimane per riprendere il discorso che avevamo abbandonato prima di Natale. Dobbiamo sfruttare al meglio questa pausa forzata per ritrovare la forma fisica e rispolverare le nostre certezze. Mi piacerebbe anche organizzare un’amichevole, ma credo sarà molto difficile visto il momento molto complesso che stiamo attraversando”.

Qual è l’obiettivo principale per la seconda parte della stagione? Parlare di promozione adesso è ancora prematuro?
“L’obiettivo è vincere tutte le partite. Dobbiamo mantenere la nostra identità e migliorare la nostra autostima, sia a livello individuale sia come gruppo. Dobbiamo conoscerci e capirci sempre meglio; soltanto in questo modo riusciremo a trovare la chiave giusta che ci permetterà di uscire da tutte le situazioni complicate che affronteremo da qui alla fine della stagione. Questo è il progetto che stiamo cercando di portare avanti, con la consapevolezza di tutti. Serve desiderio di crescere a livello di singolo giocatore. Se tutti condividiamo con passione questa esigenza, crescerà anche il gruppo nella sua totalità. E questo aspetto ci aiuterà sicuramente a venire fuori in maniera vincente da ogni tipo di difficoltà”.

Qual è  quell’ingrediente segreto che ha portato la tua squadra in testa al campionato?
“Non c’è nessun ingrediente segreto, ma solo consapevolezza nei nostri mezzi che gradualmente sta aumentando. Serve che ognuno abbia l’intelligenza di mettere quel qualcosina in più che possa aiutare la squadra. L’ambiente è buono, il tifo si è dimostrato generoso e sempre pronto ad aiutarci, quindi ci sono ottime premesse per lavorare alla perfezione. Ognuno deve credere nei propri compagni e in quello che facciamo quotidianamente, cercando di smussare gli angoli più appuntiti del proprio carattere. Io sono una persona che ascolta, parla e chiede chiarezza e credo che questi tre aspetti siano fondamentali per andare avanti tutti assieme con lo scopo ultimo di raggiungere tante altre vittorie”.

Quanto c’è di tuo, quindi, negli ottimi risultati che state ottenendo?
“Qui siamo una cooperativa, dove si punta sempre a fare il massimo. Cerchiamo  in continuazione di superare i nostri limiti e ciò è possibile soltanto se tutto lo staff e la società remano nella stessa direzione. Teniamo la fune ben stretta e tutti la tiriamo dalla stessa parte. Vogliamo muoverci con grande accuratezza mettendoci tutta la nostra passione e poco importa se questo comporta fare dei sacrifici. Questa è la nostra filosofia e tutti la condividono. Quindi non ho meriti particolari, se non quello di provare a trasmettere molta fiducia al mio gruppo di giocatori. Siamo una squadra e come tale ci dobbiamo comportare”.

 

[Leonardo Fiocchi]

Di Carlo

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