Facciamo un tuffo nel mondo del running amatoriale, da sempre colmo di storie personali davvero interessanti e piene di possibili spunti. In questo periodo è infatti in pieno svolgimento il Trittico di Romagna, storica manifestazione podistica che comprende la maratona del Lamone (corsa lo scorso 3 aprile con arrivo a Russi), la 50 Km di Romagna (in calendario il 25 aprile prossimo) e la 100 Km del Passatore (programmata per le giornate del 21 e 22 maggio). A questo straordinario evento partecipano due runner imolesi di lunga data, Erik Salvatori e Simone Martelli, padre tra l’altro del neo azzurro di pallamano Lorenzo. Con loro cerchiamo di capire come si possa coniugare la preparazione per un evento così duro (dal punto di vista sia fisico che mentale) con gli impegni della vita di tutti i giorni. Un’avventura che questi due ammirevoli atleti stanno affrontando con grande entusiasmo e che ci raccontano attraverso le loro parole che trasudano passione ed enorme volontà.

Che esperienza è stata correre la 42K del Lamone?

Erik: “È sempre una bellissima esperienza, non solo questa del Lamone, ma in generale poter correre e terminare una maratona. Di certo questa del Lamone, la maratona di casa, ormai è una gara fissa per tanti podisti romagnoli. Personalmente, ho già partecipato a molte edizioni e mi piace moltissimo”.

Simone: “Il Lamone è stata la mia prima maratona, nell’anno 2008-2009. Tecnicamente semplice in quanto non ha dislivelli importanti, ma pur sempre di 42 km e 195 metri. La considero la maratona di casa, in quanto gli atleti che gareggiano sono quelli che trovi anche nelle gare provinciali. L’esperienza di correre su un percorso che conosci è sicuramente capire in primis il tuo livello di preparazione in quel preciso momento”.

Quale tipo di allenamento richiede la partecipazione ad una gara così impegnativa?

Erik: “L’allenamento è sempre il tasto dolente per un podista amatoriale come me e penso sia lo stesso per tanti altri nella mia situazione. E’ un continuo ritagliarsi il tempo necessario tra i costanti e innumerevoli impegni lavorativi e la normale vita in famiglia. A tal proposito un elogio lo voglio fare alla pazienza di mia moglie Denise! Diciamo che riesco a cimentarmi in corse come questa grazie al fatto che corro da molti anni. Normalmente cerco di fare almeno 3 uscite settimanali, un paio di circa 1 ora durante la settimana e nel week end un’uscita più lunga, da circa 2/3 ore. Poi, per quanto riguarda molte gare endurance, non penso tanto a quanto sono allenato ma soprattutto mi “butto”. Tanto non devo certamente vincere, ma arrivare in fondo”.

Simone: “Allenarsi per una maratona richiede tempo per i cosiddetti lunghi, ossia prepararsi a rimanere sulle gambe per molte ore. Visto che non ho più vent’anni, la costanza nel mantenere il proprio stato di forma è pressoché fondamentale. Serve quindi rallentare nei momenti morti, ma tendenzialmente rimanere sempre attivi pensando al proprio focus”.

Hai altre gare da preparare nelle prossime settimane?

Erik: “Si, quest’anno il primo obiettivo sarà quello di portare a termine il Trittico di Romagna, che comprende come prima tappa proprio la Maratona del Lamone, poi la 50km di Romagna a fine Aprile e dulcis in fundo la 100km del Passatore verso fine Maggio. Inoltre parteciperò a fine Giugno all’UltraDolomites a Cortina, gara Trail di 80km-4600D+, poi si vedrà. Comunque, sempre e solo un obbiettivo: arrivare al traguardo”.

Simone: “Sono iscritto al trittico di Romagna, quindi il 25 aprile per la 50 km e il 21-22 maggio per il Passatore. Queste gare ravvicinate metteranno sicuramente a dura prova il mio livello di preparazione ma ancor di più la gestione del recupero fisico”.

Cosa rappresenta nella tua vita la corsa?

Erik: “La corsa, e in generale lo sport, è una parte importantissima nella mia vita. Ho sempre fatto sport a livelli agonistici, la ritengo un’ottima cura per lo spirito e per il fisico. Penso che fare sport, o semplicemente fare movimento, sia una componente davvero importante per la salute della persona. Inoltre può essere un grandissimo stimolo il fatto di porsi degli obiettivi, che sia correre una maratona o farsi una semplice passeggiata. Lo ritengo cruciale a livello fisico e soprattutto mentale”.

Simone: “La corsa in genere, ma soprattutto le gare particolarmente lunghe dove non conta solo il cronometro, ritengo alzino il livello di conoscenza dei propri limiti. Ho sempre fatto il portiere di calcio, mio figlio fa il portiere di pallamano e come me non è mai stato troppo amante della corsa senza un fine. Finita la mia attività giovanile, mi sono avvicinato al podismo quasi per scherzo .Oggi ritengo questo sport, a quasi 53 anni, parte integrante del mio quotidiano”.

Di Carlo

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