Stefano Fiorentini, sei reduce dall’impegno alla Campigna Winter: di cosa si tratta?
“E’ un Trail,  vale a dire una corsa in collina/montagna fuori strada. Si è svolta nella stupenda giornata di domenca 13 febbraio, attraversando la bellissima foresta innevata delle Parco delle Foreste Casentinesi partendo e ritornando a Campigna (FC), uno dei luoghi più belli del nostro Appennino”.

Come ti sei preparato a questa gara?
“Non ho fatto una specifica preparazione, ma mi mantengo normalmente allenato correndo costantemente circa 3 volte alla settimana da solo e in compagnia spesso con il mio fantastico gruppo podistico della Leopodistica di Imola”.

Come è andata la tua prestazione?
“Sono contento della mia prestazione, premetto che non faccio tanti Trail perchè sono più orientato sulla corsa tradizionale: sono, comunque, riuscito a finire il percorso di 19 km con circa 900 metri di dislivello in meno di 3 ore. La mia è una passione e non è finalizzata troppo al risultato”.

Non è certamente la tua prima gara podistica. Quali sono state le tue esperienze più affascinanti?
“Ho iniziato il mio approccio con la corsa da poco, circa 5 anni fa. Essenzialmente, perché cercavo un’attività per mantenermi in forma che richiedesse un tempo limitato. Quindi la corsa mi è sembrata fin da subito un buon compromesso. Il problema è che poi ha iniziato a piacermi e non ho più smesso e ho sempre cercato di mantenere un buon allenamento durante tutto l’anno. Ho, quindi, proseguito, iniziando anche a scoprire il mondo del Trail. Mi è venuto abbastanza naturale visto che ho sempre avuto la passione per il trekking e i cammini a piedi, quindi una volta iniziato a correre in modo costante era impossibile non iniziare a provare questa esperienza. Tra i più belli fatti sicuramente il “Trail del Cinghiale” a Palazzuolo, “Trail delle Foreste Sacre” Badia Prataglia e la mitica “Transcivetta” nello splendido scenario dolomitico tra i rifugi che circondano il gruppo del Civetta”.

E tutto nasce dalla tua grande passione per la montagna.
“Come dicevo questa mia attività nel Trail credo sia il naturale sviluppo  dalla mia passione per tutto quello che riguarda la natura, il trekking, i cammini a cui in questi anni ho avuto modo di dedicarmi con i miei fidati amici e compagni di avventure Paolo, Renzo e Filippo. Da anni condividiamo idee, progetti e esperienze che ci hanno portato a fare diverse vacanze itineranti sia in Appennino che sulle Dolomiti: tra le più significative il sentiero delle Foreste Sacre da Tredozio a La Verna, il “GTE” Grande Attraversata Elbana, l’Anello dei Monti Sibillini, la Traversata delle Marmarole e l’Anello delle Dolomiti Friulane. E non solo. L’importante è avere sempre dei nuovi stimoli e nuovi progetti da cercare di realizzare Ad esempio, stiamo pensando di partire per uno dei trekking più duri e più ambiti:  il “GR20” in Corsica che prevede l’attraversamento da nord a sud dell’intera isola in circa 2 settimane speriamo questo sia l’anno buono”.

Con la tua ormai lunga esperienza nella corsa, cosa vuoi consigliare ai lettori?
“Un consiglio, alla fine di questa bella chiacchierata:  non è necessario correre o essere per forza degli atleti; quello che conta è muoversi e con una semplice camminata quotidiana fisico e mente ve ne saranno grati e ricordate sempre meglio piano, che… divano”.

Al di fuori del trail, del trekking e della montagna, Imola vera?
“Carlo, approfitto dello spazio che mi stai dando per ricordare, e tu lo sai bene, che un’altra mia grande passione da sempre è la pallacanestro, sicuramente meno faticosa della corsa, ma molto totalizzante ed è  sempre bene ricordare che “Imola Vera è solo giallonera”!

Di Carlo

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