Camilla Scala rappresenta il volto del padel femminile a Imola ed è una delle atlete che disputeranno tra qualche mese la serie A a squadre con il Village Paddle, società fondata e gestita da suo fratello Filippo, anche lui ottimo giocatore. Ci racconta il suo immenso amore per questa disciplina, nonostante gli impegni lavorativi spesso non le permettano di praticarla a tempo pieno

Come ti sei avvicinata al padel?
“Mi sono avvicinata a questo sport perché 4 anni fa mio fratello Filippo ha aperto il Village Paddle a Imola. All’epoca ero una tennista sempre in giro per tornei, ma quando ho provato il padel mi è piaciuto subito”.

Quali sono i maggiori risultati che hai ottenuto finora nella tua carriera?
“Non ho avuto finora grandissimi risultati, perché a causa del lavoro non mi sono mai dedicata a tempo pieno alla pratica agonistica. Ho fatto qualche torneo quando gli altri impegni me lo permettevano, ma non ho mai avuto grande continuità. Ho comunque vinto un Open a Torino e ho raggiunto diverse finali nel circuito nazionale. La soddisfazione maggiore, comunque, è stata la conquista delle serie A con la nostra società. Siamo partiti dalla serie D 4 anni fa ed ora siamo finalmente arrivati nel gotha del padel italiano”.

Il fenomeno padel è in continua crescita, spinto anche da un’attrazione mediatica davvero considerevole. A livello femminile, come valuteresti la situazione attuale ad Imola ed in Italia?
“A Imola non c’è ancora stata una grande esplosione del padel femminile, mentre in Italia sempre più ragazze giocano e il livello si sta notevolmente alzando. Credo che nei prossimi anni ci divertiremo parecchio…”.

Quali sono, dal tuo punto di vista, le qualità fisiche e mentali necessarie per diventare una giocatrice di padel di buon livello?
“Bisogna essere molto reattivi ed avere una buona tenuta fisica. Gli scambi spesso durano molto e quindi bisogna essere preparati a questo tipo di sforzo prolungato. Mentalmente, serve astuzia ed intelligenza e bisogna saper leggere bene il gioco, avendo molta pazienza. Non serve tirare dei missili, ma bisogna dosare la forza per poi saperla utilizzare nel momento appropriato”.

Cosa rende il padel così attraente per chi lo gioca e così appassionante per chi lo guarda?
“E’ così attraente perché è uno sport alla portata di tutti, inizialmente molto più semplice rispetto al tennis. E può giocare chiunque, a qualsiasi età”.

Quanto ti alleni durante la settimana?
“Al momento non mi alleno granché, perché gli impegni lavorativi non me lo permettono. La volontà di riprendere e fare qualche torneo comunque c’è, sto solo aspettando il momento giusto. Spero arrivi il prima possibile, anche perché la serie A a squadre voglio assolutamente giocarla”.

Quali sono i tuoi principali obiettivi per il 2022?
“Il primo obiettivo è la salvezza con la squadra, vogliamo mantenere la categoria per la quale tanto abbiamo sudato. Sarebbe per me e i miei compagni una soddisfazione davvero enorme. A livello personale, vorrei raggiungere la classifica 1.1, che è il massimo a livello nazionale”.

Di Carlo

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