Jacopo Pritoni cresce a Bondeno, paesino in provincia di Ferrara, mostrando fin da piccolissimo una naturale predisposizione verso lo sport.
Dopo lunghe esperienze nell’hockey su prato, disciplina nella quale il padre Marco è prima buon giocatore e in seguito allenatore di fama nazionale e nel calcio a 11 (soprattutto nelle giovanili di Spal e Cesena), Jacopo si avvicina improvvisamente al mondo del Futsal nel 2019. Arriva infatti in quell’anno la chiamata dell’Imolese calcio a 5, che intravede in lui un prospetto di buon livello. L’intuizione si rivela azzeccata e per il ragazzo, classe 2004, comincia un percorso sportivo e umano davvero molto interessante che lo porta lontano dalle sue radici.
Le prestazioni del laterale mancino aumentano progressivamente di livello e le sue indiscusse abilità tecniche si sposano alla perfezione con la velocità di gioco tipica del Futsal.
Naturalmente la sua evoluzione viene notata anche dai tecnici federali e fioccano quindi diverse convocazioni che lo portano a vestire con regolarità la maglia azzurra, ultima delle quali nello scorso novembre per un raduno a Salsomaggiore Terme (Pr) con l’under 18.
Dopo un anno trascorso in prestito al Cesena Futsal, Jacopo da questa stagione gioca per l’Aposa, società di Bologna per la quale disputa la serie B a livello senior e il campionato under 19.

Jacopo ti sei avvicinato da poco al Futsal. Perché hai scelto questo sport dopo la lunga e positiva esperienza nel calcio a 11?
“Molte persone mi avevano parlato bene di questo sport, quindi appena ho ricevuto la chiamata dell’Imolese ho deciso subito di iniziare una nuova avventura, alla ricerca di stimoli diversi”.
La prima squadra a credere davvero in te è stata appunto l’Imolese nel 2019. Questa offerta ha cambiato radicalmente la tua vita perché hai dovuto allontanarti da casa e iniziare da solo un nuovo percorso sportivo. È stata una scelta complicata per te? Come hai vissuto questa esperienza lontano dalle tue radici?
“Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un calciatore professionista, quindi la scelta è stata abbastanza semplice. Quando l’Imolese mi ha chiesto di giocare per loro, inizialmente per me non è stato facile. A soli 14 anni ho dovuto allontanarmi da casa, dal mio paese, dai miei genitori e dai miei amici. Sapevo comunque che con il passare del tempo sarebbe stato tutto più facile. Dopo qualche settimana complicata, mi sono integrato alla perfezione con i miei compagni di squadra e con i ragazzi che abitavano assieme a me in convitto. Da quel momento tutto è diventato più semplice, in discesa”.

Sul parquet ti sei trovato a tuo agio fin da subito. Quali sono le tue qualità migliori come giocatore?
“La giocata che mi piace più è sicuramente l’1 contro 1. E’ un aspetto tecnico che gestisco con naturalezza anche durante i match”.
A Imola hai lavorato con mister Carobbi, che quest’anno ti ha fortemente voluto all’Aposa assieme a lui. Potresti parlarmi del vostro rapporto, che dall’esterno sembra basato su una grande stima reciproca?
“Il mio rapporto con il mister è davvero bellissimo. Dentro al campo mi dice le cose in faccia, esattamente per come stanno, e forse proprio per questo riesce a stimolarmi molto e a farmi rendere al massimo. Fuori dal campo parlo con lui molto tranquillamente, anche perché trascorriamo parecchio tempo assieme. Posso dire che tra noi si è instaurata negli anni una discreta confidenza”.

Dopo l’anno in prestito a Cesena, stai disputando questa stagione a Bologna con l’Aposa. Come ti trovi? Sei soddisfatto della scelta?
“Sono molto soddisfatto della scelta che ho fatto. Qui ho ritrovato i dirigenti che avevo conosciuto 2 anni fa a Imola; con loro mi trovo molto davvero bene e l’ambiente è ottimo. In più siamo una squadra molto giovane, quindi mi trovo benissimo assieme ai miei nuovi compagni”.

Oltre a militare nella squadra under 19, fai anche stabilmente parte della rosa della prima squadra, che partecipa al campionato di serie B. Come sta andando la stagione? Stai trovando spazio tra i più grandi?
“Si, sto trovando parecchio spazio anche con la prima squadra. Abbiamo iniziato la stagione non nel migliore dei modi, soprattutto a causa di un calendario molto complicato. Abbiamo incontrando subito le squadre favorite del nostro girone e sono state tutte partite toste. Nell’ultimo mese e mezzo ci siamo comunque rialzati e spero che potremmo continuare in questo trend positivo”.

Nel tuo passato ci sono svariate apparizioni con la maglia delle nazionali giovanili. Vestirsi di azzurro cosa rappresenta per te? È un sogno che continui a cullare?
“Per me è bellissimo rappresentare il nostro paese ed è motivo di grande orgoglio aver ricevuto la chiamata della nazionale dopo aver iniziato a giocare a Futsal soltanto da qualche mese. In seguito sono arrivate altre convocazioni e spero tanto che questo sogno azzurro possa continuare anche in futuro”.
Quali sono i tuoi obiettivi per la seconda parte della stagione?
“Gli obiettivi sono quelli di arrivare ai Playoff con la prima squadra e di andare più avanti possibile in Coppa Italia, mentre per quanto riguarda l’under 19 speriamo di raggiungere le Final 8 di fine stagione per poterci giocare il titolo nazionale. Personalmente, vorrei segnare molti gol in serie B ed essere convocato nuovamente con la nazionale”.