La nazionale italiana di pallamano si è brillantemente qualificata ai playoff per i Mondiali 2023 dopo un weekend ad alta tensione alle Isole Faroe.
Uno dei protagonisti di questa impresa sportiva è Davide Bulzamini, possente terzino sinistro mordanese che milita attualmente nel Cuenca nella massima serie spagnola ma che vanta un passato glorioso anche nel Romagna Handball, con cui mosse i primi passi.
Leader della squadra Azzurra, Davide ci racconta come ha vissuto questa tre giorni di battaglie con la maglia dell’Italia e la sua straordinaria esperienza in terra iberica.

Risultato storico per la nazionale italiana di pallamano, della quale ormai sei uno dei leader indiscussi. Avete infatti ottenuto la qualificazione ai playoff per i mondiali 2023 per la prima volta dopo 17 anni. Cosa è successo alle Isole Far Oer?
“Si, è stato un risultato storico, molto importante per me e per per noi. Ci tenevamo tanto perché è da anni che abbiamo intrapreso un percorso di crescita che secondo me fino adesso non ci ha riservato i risultati che avremmo meritato, anche perché abbiamo avuto molta sfortuna. Diciamo che è stata una preparazione di questi tre giorni molto tribolata. Abbiamo iniziato a Chieti, dove non si sono potuti allenare con noi Marrochi e Parisini per problemi di salute. Poi ci siamo riuniti in Slovenia dove erano in programma tre amichevoli che poi sono state annullate per alcune positività nel nostro gruppo squadra.  Abbiamo quindi fatto vari giorni di preparazione individualizzata, senza allenarci collettivamente a parte negli ultimi due gironi di ritiro. Subito dopo siamo partiti per le Far Oer. La prima partita del torneo è stata contro la Lettonia, che pensavamo essere la favorita alla vittoria del girone. L’abbiamo preparata alla grande e abbiamo iniziato molto bene in difesa, riuscendo a limitare il loro giocatore di punta. Abbiamo fatto una gran partita sotto ogni aspetto e abbiamo vinto di 13.

Nella seconda partita abbiamo incontrato le Far Oer, la squadra di casa. Loro avevano perso la prima contro il Lussemburgo, quindi nel caso avessero perso anche la seconda sarebbero stati eliminati. Era un match da dentro o fuori. E’ stata una partita punto a punto, ma alla fine ci hanno battuto. Siamo partiti un po’ contratti, probabilmente per la tensione, e non siamo riusciti a giocare la nostra miglior pallamano. Infine, nell’ultimo decisivo match contro il Lussemburgo abbiamo dominato per gran parte del tempo ma nella seconda frazione ci hanno recuperato e ancora una volta c’è stato un finale in volata. Siamo una squadra molto giovane e alla fine avevamo un po’ il braccino, però lottando su ogni pallone abbiamo vinto e questo è l’importante. Il primo obiettivo era quello di passare il girone e arrivare ai playoff, e ci siamo riusciti. Adesso attendiamo il 29 gennaio per il sorteggio, così sapremo contro chi dovremo giocare a marzo. Cercheremo di preparare le partite al meglio e di arrivare al top della condizione. Non abbiamo niente da perdere ma tutto da guadagnare. Proveremo a toglierci qualche soddisfazione”.

Quanto è ancora lunga la strada per il mondiale?
“Al sorteggio prenderemo una delle ultime nove classificate all’europeo, quindi la strada per il mondiale è ancora molto lunga e difficile. A marzo ci saranno i playoff, composti da un’andata e un ritorno. Se dovessimo superare questo turno, ci sarà un ulteriore spareggio, sempre con la formula del doppio incontro, presumibilmente contro una delle potenze mondiali della pallamano. Potremmo scontrarci ad esempio con la Francia, la Germania o la Spagna. Non affronteremo sicuramente la Danimarca in quanto vincitrice dell’ultimo europeo e nemmeno Polonia e Svezia, già qualificate in quanto paesi ospitanti”.

IL VIDEO DEL POST TRIONFO DELL’ITALIA

Come vivi questo progetto azzurro di cui sei parte integrante?
“Il progetto azzurro è molto ambizioso, si cerca di fare tutto nel miglior modo possibile. Ci sostengono molto e abbiamo una squadra giovane ma piena di talento. Ma l’aspetto che mi sorprende di più è la mentalità che vedo all’interno del gruppo, anche tra i più giovani. C’è grande umiltà e voglia di lavorare, quindi, secondo me, se questi rimarranno i principi cardine della squadra ci toglieremo delle belle soddisfazioni nei prossimi anni. Io la vivo bene, mi piace questa esperienza; ora inizio ad essere tra quelli un po’ più esperti e cerco di mettere a disposizione quello che posso trasmettere, sempre con umiltà, cercando di farlo nel miglior modo possibile e prendendomi tutte le mie responsabilità. Mi è sempre piaciuto e non mi tiro indietro. Non è un problema, anzi mi piace e mi motiva ancora di più”.

Sono passati quasi 15 anni da quando vincesti lo scudetto under 15 con il Romagna nel 2007. Quali sono i ricordi più emozionanti che hai dentro di te?
“Dei dieci anni passati nel Romagna mi ricordo tutto e mi ricorderò sempre tutto. Come si dice: “non dimenticarti mai da dove vieni, perché è fondamentale per sapere dove devi andare”. Io sono fiero e lo sarò sempre dei miei anni nel Romagna perché mi hanno formato come giocatore e come ragazzo. Quello che non mi dimenticherò mai sono innanzitutto le amicizie che si sono venute a formare nel corso degli anni. E che ancora sono i cardini della mia vita. Perché alla fine la cosa più bella dello sport sono le amicizie che ti permette di costruire. I ricordi più emozionanti sono senz’altro gli ultimi anni con la prima squadra; siamo arrivati in Europa, abbiamo lottato per le prime posizioni del campionato di Serie A1 e rimarranno ricordi indelebili”.

Gianni e Davide Bulzamini

Giochi da 2 anni nel campionato spagnolo con il Cuenca. Come valuti questa scelta di vita?
“Da due stagioni gioco nel campionato spagnolo con il Cuenca e sono stati due anni molto importanti. L’anno scorso è stato un anno molto positivo per me. Quest’anno un po’ meno perché non riusciamo a trovare la quadra, però lotteremo fino alla fine per cercare di migliorare la posizione in classifica che attualmente non è quella che tutti noi ci aspettavamo. E’ una scelta di vita importante, che mi ha arricchito tanto e che mi ha permesso di aumentare il mio bagaglio personale sotto ogni punto di vista, non solo quello sportivo. Impari a vedere le cose in maniera diversa perché conosci persone dalle quali sempre si può imparare qualcosa. Ti responsabilizzi a livello personale. Nella vita di tutti i giorni ho dato grande valore ai rapporti. Fondamentali nella mia vita sono appunto quelli con la mia famiglia, con la mia ragazza e con gli amici più importanti. Mi ha fatto capire quanto sia fortunato”.

Quali sono i tuoi programmi da qui a marzo, data segnata con il circoletto rosso sul calendario da ogni appassionato di handball?
“I programmi da qui a marzo per me sono quelli di cercare di fare il meglio possibile qui a Cuenca e di prepararmi in maniera ottimale per la Nazionale. Perché nonostante giochi con il club, la nazionale è sempre qualcosa di speciale e vestire la maglia Azzurra è sempre incredibile. Ho già voglia di farlo di nuovo, incrociando le dita per un sorteggio diciamo il più fortunato possibile, anche se a questi livelli ogni partita e ogni squadra rappresentano sempre un’insidia. Ma siamo l’Italia e andremo a giocarcela senza paura”.

 

[Leonardo Fiocchi]

Di Carlo

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